Imprese familiari: successione, governance e capitale per la crescita nel lungo periodo

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Le imprese familiari si trovano oggi davanti a una fase di profonda trasformazione. L’apertura a nuovi mercati, l’adozione di nuove tecnologie e il passaggio generazionale della leadership si intrecciano con un’accelerazione dell’innovazione e con un mercato dei capitali in continua evoluzione.

Per affrontare queste sfide sono necessarie pianificazione strategica, governance efficace e decisioni realistiche, capaci di conciliare la visione imprenditoriale originaria con le esigenze di crescita e competitività.

A fare il punto sulle principali questioni che fondatori e famiglie imprenditoriali devono affrontare è il white paper “Honoring Legacy and Positioning for the Future – A Modern Playbook for Family-Owned Businesses” di Goldman Sachs, dedicato alla continuità, alla crescita e alla creazione di valore nel lungo periodo.

Il peso delle imprese familiari nell’economia globale

Molte delle aziende più importanti e riconoscibili al mondo sono nate da idee imprenditoriali inizialmente semplici, sviluppate nel tempo attraverso visione, ambizione e innovazione.

Queste esperienze hanno dato vita a imprese familiari capaci di consolidarsi nel corso delle generazioni e di diventare punti di riferimento nei rispettivi settori.

Secondo i dati riportati nel white paper, le aziende nelle quali almeno il 20% del capitale sociale o dei diritti di voto è di proprietà familiare rappresentano complessivamente circa il 70% del PIL globale e il 60% dell’occupazione.

Numeri che evidenziano il ruolo centrale del family business nell’economia internazionale.

Una prospettiva orientata al lungo periodo

Uno dei principali punti di forza delle imprese familiari è la possibilità di adottare una visione di lungo periodo.

Le aziende a conduzione familiare sono spesso caratterizzate da una maggiore prudenza finanziaria e da una particolare attenzione alla gestione del rischio. Allo stesso tempo, la volontà di preservare l’impresa nel tempo può spingere le famiglie proprietarie a investire nell’innovazione e a riposizionare il business quando cambiano mercati e condizioni competitive.

Un’indagine McKinsey condotta su circa 1.200 aziende familiari evidenzia inoltre che le imprese di maggiori dimensioni, con ricavi compresi tra 5 e 100 miliardi di dollari, registrano margini operativi superiori di circa 1,5 punti percentuali rispetto alle aziende non familiari.

Il problema della continuità generazionale

La continuità, tuttavia, rappresenta una delle sfide più complesse.

Storicamente, solo una parte delle imprese familiari riesce infatti a superare con successo il passaggio alla generazione successiva: circa il 30% arriva alla seconda generazione, mentre soltanto il 12% raggiunge la terza.

Il passaggio generazionale non riguarda quindi esclusivamente il trasferimento della proprietà. Coinvolge anche leadership, competenze, governance, rapporti familiari e capacità di mantenere competitiva l’impresa.

Per questo motivo, la successione dovrebbe essere affrontata con largo anticipo e inserita all’interno di un progetto strategico più ampio.

Successione e coinvolgimento della famiglia

Il primo elemento individuato da Goldman Sachs riguarda proprio la pianificazione della successione e il coinvolgimento della famiglia.

Mantenere un’impresa familiare attraverso più generazioni richiede un equilibrio tra la visione del fondatore e una gestione capace di guardare al futuro.

Diventa quindi importante definire strutture di governance solide, individuare ruoli e responsabilità e stabilire con chiarezza come dovrà avvenire il passaggio dalla gestione direttamente esercitata dalla famiglia a una gestione professionale o a un modello di leadership ibrido.

Una governance adeguata può contribuire a ridurre i conflitti, rendere più chiari i processi decisionali e tutelare contemporaneamente gli interessi dell’impresa e quelli della famiglia proprietaria.

Il trasferimento della proprietà

Un secondo tema riguarda il trasferimento della proprietà aziendale attraverso le generazioni.

La continuità dell’impresa dipende anche da come viene organizzata e distribuita la proprietà azionaria. Un piano di successione efficace deve valutare, tra gli altri aspetti, se e come separare gli interessi economici dai diritti di voto.

È inoltre necessario definire le modalità di governance della struttura proprietaria, i possibili diritti di uscita e il modo in cui fondatori, familiari e manager potranno esercitare il controllo nel tempo.

La pianificazione proprietaria diventa quindi parte integrante della strategia aziendale.

Accesso al capitale e crescita

La crescita introduce un’altra questione fondamentale: come finanziare lo sviluppo senza compromettere la solidità dell’impresa.

Con l’espansione del business, gli obiettivi possono passare dalla semplice raccolta di capitale alla costruzione di una struttura patrimoniale sufficientemente resiliente per affrontare cambiamenti economici, competitivi e generazionali.

Per un’impresa familiare significa comprendere le diverse possibilità di finanziamento e valutarne attentamente conseguenze, costi e livello di rischio, compreso l’eventuale ricorso alla leva finanziaria esterna.

La capacità di aumentare attività, clienti e dimensioni dell’organizzazione mantenendo efficienza, stabilità e qualità richiede infatti una pianificazione finanziaria coerente con gli obiettivi di lungo periodo.

La gestione del patrimonio familiare

Un’ultima area riguarda la gestione del patrimonio nel lungo termine.

Nelle famiglie imprenditoriali che hanno raggiunto una dimensione multigenerazionale, la gestione patrimoniale non può limitarsi alla semplice distribuzione degli investimenti.

È necessario definire una vera strategia patrimoniale, stabilendo criteri di allocazione del capitale, politiche di distribuzione, modalità di coinvolgimento dei diversi componenti della famiglia e un modello operativo adeguato alla complessità raggiunta.

L’obiettivo è creare un equilibrio tra protezione del patrimonio, crescita, liquidità e continuità generazionale.

Innovazione e tradizione: la sfida del family business

La vera sfida per le imprese familiari consiste quindi nel riuscire a preservare ciò che ha reso forte l’azienda senza trasformare la tradizione in un ostacolo all’innovazione.

La storia e i valori del fondatore possono rappresentare un importante patrimonio competitivo, ma devono essere accompagnati dalla capacità di adattarsi a mercati, tecnologie e modelli organizzativi in continua evoluzione.

Successione, governance, struttura proprietaria, accesso al capitale e gestione del patrimonio diventano così elementi strettamente collegati.

Per un’impresa familiare, prepararsi al futuro significa soprattutto evitare che il passaggio generazionale venga affrontato come un evento improvviso e iniziare a considerarlo, invece, come un vero processo strategico di continuità aziendale.

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Innovazione, nuovo bando Made Competence Center: 7,6 milioni di euro a sostegno delle imprese

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Nuove opportunità per le imprese che vogliono investire in innovazione, digitalizzazione e trasferimento tecnologico. Made Competence Center Industria 4.0, il polo per l’innovazione istituito nel 2019 dal Ministero dello Sviluppo Economico con sede a Milano, ha pubblicato un nuovo bando da 7,6 milioni di euro destinato a sostenere progetti di sviluppo tecnologico e servizi specialistici.

Le risorse saranno distribuite attraverso due strumenti distinti. Il primo prevede un Catalogo dei Servizi dedicato ad attività di consulenza e formazione, finanziato con 2,2 milioni di euro. Il secondo consiste in un bando a sportello da 5,4 milioni di euro, destinato al finanziamento di progetti di trasferimento tecnologico.

Per ciascun progetto sarà possibile ottenere un contributo massimo di 200 mila euro, mentre ogni impresa potrà ricevere finanziamenti fino a 400 mila euro complessivi.

Valutazione continua delle domande

Il bando adotta la formula “a sportello”: non è prevista una scadenza unica per la presentazione delle domande. I progetti saranno esaminati progressivamente da un’apposita commissione e le richieste potranno essere presentate fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Questa modalità consente alle aziende di candidarsi senza attendere specifiche finestre temporali, favorendo una maggiore rapidità nell’accesso ai finanziamenti.

Contributi fino al 70% delle spese

Le imprese selezionate potranno recuperare fino al 70% dei costi sostenuti per lo sviluppo dei propri progetti di innovazione e trasformazione digitale, attraverso i servizi messi a disposizione dal Competence Center.

L’iniziativa punta a favorire l’adozione di tecnologie avanzate, il miglioramento dei processi produttivi e l’incremento della competitività del sistema imprenditoriale italiano.

Chi può partecipare

Possono accedere ai finanziamenti:

  • imprese di qualsiasi dimensione;
  • piccole e medie imprese (PMI);
  • startup;
  • consorzi.

Il bando prevede inoltre criteri premiali per incentivare la partecipazione delle PMI e delle imprese con sede nel Mezzogiorno, con l’obiettivo di favorire una crescita più equilibrata dell’innovazione sul territorio nazionale.

L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per le aziende che intendono investire in ricerca, sviluppo e digitalizzazione, sfruttando strumenti di sostegno economico dedicati alla trasformazione industriale e all’Industria 4.0.